Il Calcestruzzo nella circolare esplicativa delle NTC 2018: osservazioni dal punto di vista del Laboratorio di prova

È stata pubblicata in data 11 febbraio 2019, sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, la “Circolare esplicativa delle Norme tecniche per le costruzioni (NTC) 2018”.

Lo scopo di tale circolare è quello di fornire agli operatori del settore ed in particolare ai Progettisti, Direttori dei Lavori, Collaudatori ed Imprese di costruzione, opportuni chiarimenti, indicazioni ed elementi informativi per una più agevole ed univoca applicazione delle NTC 2018.

Nel documento è scritto che “Pur essendo state apportate numerose e significative modifiche rispetto alla precedente circolare, non è stato cambiato l'impianto generale e l'articolazione del documento e, pertanto, il testo è articolato conformemente alle norme tecniche di cui mantiene la medesima strutturazione in capitoli e paragrafi, al fine di una più agevole consultazione” (Cit.).

La circolare esplicita con maggiore chiarezza alcune indicazioni importanti, come quelle sul calcestruzzo, che andiamo a leggere e commentare ora.

Sicuramente alla figura del Direttore dei Lavori (e di conseguenza anche a quella del Laboratorio di prova) viene attribuita sempre maggiore importanza  e assume un ruolo centrale in tutte le fasi della filiera del settore.

Al punto della Circolare “C11.2.5.3 - Prescrizioni comuni per entrambi i criteri di controllo”, troviamo espressamente scritto che “il Direttore dei Lavori può incaricare, mediante sottoscrizione di delega scritta, un tecnico di sua fiducia, ferma restando tuttavia la personale responsabilità ad esso attribuita dalla legge.”
Comprendiamo che, come Laboratorio di Prove, non dobbiamo leggere o entrare in possesso di tale delega scritta, ma ribadiamo l’espressa volontà ministeriale di perseguire questa prassi.

Sempre in tale punto della circolare si sottolinea, fra i compiti attribuiti al Laboratorio di Prova, che di norma deve “riportare sui certificati del calcestruzzo, gli estremi del verbale di prelievo; in assenza degli estremi dei verbali di prelievo il laboratorio effettua le prove ma, in luogo del Certificato ufficiale valido ai sensi della Legge n. 1086/71, rilascia un semplice Rapporto di prova.”
Con la mancanza del Verbale di prelievo non si potrà più emettere il classico Certificato di prova.
 
Nello stesso punto della circolare troviamo scritto, per il Laboratorio di prova, che di norma occorre “riportare sempre sui verbali di accettazione e sui certificati il nominativo della persona fisica che ha consegnato il materiale al laboratorio, nonché il ruolo svolto, se diverso dal Direttore dei Lavori”.

Al punto “C11.2.6 – Controllo della resistenza del calcestruzzo in opera”, si rimarcano alcune parti molto attese fra gli addetti nel settore delle costruzioni. In particolare, sia le NTC 2018 e sia l’attuale circolare, prevedono esplicitamente che il prelievo dei saggi e le relative prove siano effettuate da uno dei laboratori di cui all’articolo 59 del D.P.R. 380/2001. Ciò anche al fine di rendere coerente tutta la procedura di controllo del calcestruzzo in opera mediante prelievo di saggi, che già prevede che le prove sulle carote siano eseguite e certificate da uno dei laboratori di cui all’articolo 59 del D.P.R. 380/2001. Fra questi laboratori vi è pure Istituto Giordano S.p.A.

 
Fig. 1 Verifica della profondità di carbonatazione         Fig. 2 Carotaggio: prelievo di campione cilindrico

Tra le varie avvertenze riportate nella circolare e rivolte ai Laboratori di prova, vi è anche questa: “per ottenere la stima attendibile della resistenza di un’area di prova devono essere prelevate e provate almeno tre carote.”
Informazione che comunichiamo puntualmente ad ogni Direttore dei Lavori o ad ogni Collaudatore, nel momento in cui si ravvisi l’opportunità di controllare la resistenza del calcestruzzo già gettato in opera ed indurito.

Concludendo, la circolare rappresenta uno strumento imprescindibile per una corretta lettura ed applicazione delle NTC2018, per le quali alcune tematiche, come le evidenze di cui sopra, sono maggiormente avvertite ed impartite dal Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Il Laboratorio di Scienza delle Costruzioni di Istituto Giordano ha oltre 35 anni di esperienza ed è autorizzato dal Ministero delle Infrastrutture ad operare secondo l’art. 59 del D.P.R. n. 380/2001 (ex Legge 1086/71).
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