La Reazione al Fuoco di tende e tendaggi secondo i metodi nazionali di prevenzione incendi

“Sipari, drappeggi e tendaggi”, è questo il nome che troverete nei certificati di prova validi ai fini della prevenzione incendi, come “Impiego” di moltissimi prodotti suscettibili di prendere fuoco su entrambe le facce.

Se un’attività è coperta da un Decreto Ministeriale “orizzontale” o “verticale” di prevenzione incendi, si dovrà verificare se il proprio prodotto/ materiale è compreso tra quelli per cui è richiesta una determinata classe di reazione al fuoco.
I decreti verticali coprono una specifica attività, come alberghi, asili, locali pubblico spettacolo, ecc, mentre i decreti orizzontali danno delle regole più generali, vedi il Codice di Prevenzione incendi D.M. 3 agosto 2015.
In questo caso, il prodotto dovrà essere testato presso un laboratorio Italiano autorizzato ai sensi del DM. 26 marzo 1985, come Istituto Giordano.

I certificati di prova emessi da tali laboratori e validi per la prevenzione incendi, possono far riferimento essenzialmente a due articoli del DM 26/06/84:
  • Art. 8 per i prodotti di serie, per i quali è richiesto anche l’atto di omologazione.
  • Art.10 che si applica ai prodotti installati, dei quali si preleva una porzione da testare, oppure ai prodotti di Limitata  Produzione;
Una volta ricevuta la domanda e i prodotti da testare, il laboratorio inizierà le procedure descritte nelle norme tecniche usate per la classificazione, che si basa sull'attribuzione del valore 0,1,2,3,4 o 5 ai materiali. I valori più alti significano maggiore partecipazione al fuoco; il valore 0 indica i materiali non combustibili.

Un tessuto a base organica è impensabile che ottenga la classe 0, per cui la migliore classe spendibile per la maggior parte dei decreti di prevenzione è la classe 1.
Quando si parla di tessuti, delle norme suddette, si applica in particolare la UNI 9176 per il pretrattamento, con il metodo “A”, per cui si sottopone il quantitativo di materiale occorrente per la prova di reazione al fuoco a 5 cicli di lavaggio, intercalati da relativi asciugamenti, in una soluzione acquosa di detersivo adatto, oppure con metodo “D”, tipico per i tessuti spalmati, per cui si sottopongono i campioni di materiali in esame a 200 passaggi di una spazzola con peso di 15 g/ cm2 della superficie apparente di contatto tra la spazzola stessa e il campione, con soluzione detergente.

Dopo il pretrattamento e previo condizionamento per 24 ore a 20 °C e 65 % U.R., i campioni di prova vengono testati con due metodi differenti. Con la norma UNI 8456, per verificare una prima fase d’innesco con una piccola fiamma e con la norma UNI 9174, per uno scenario d’incendio più avanzato, in cui un pannello radiante scalda il campione simulando un incendio che avvolga il tessuto oggetto del test.


 Lavaggi/pretrattamenti UNI 9176     Test di piccola fiamma  UNI 8456      Test al pannello radiante UNI 9174

Ogni norma, in funzione dei parametri che spiegheremo successivamente, porta ad una categoria, e dalla combinazione delle due categorie, si ottiene la classe di reazione al fuoco.

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