UNI EN 17235:2024 | Certificazione dispositivi di ancoraggio permanenti e ganci di sicurezza. | Istituto Giordano

UNI EN 17235:2024 | Certificazione dispositivi di ancoraggio permanenti e ganci di sicurezza.

(Pubbl. 18/06/2026)
Con la pubblicazione della UNI EN 17235:2024 viene introdotto, per la prima volta a livello europeo, uno standard armonizzato specifico per i dispositivi di ancoraggio permanenti e i ganci di sicurezza installati su edifici e opere civili.



Il cuore della trasformazione è il passaggio da un sistema basato su norme tecniche volontarie a un sistema regolamentato nell’ambito del Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR).
Questo comporta nuovi obblighi per i produttori, ma anche importanti implicazioni per progettisti, installatori e aziende utilizzatrici. 

Evoluzione normativa: dalle EN 795 e UNI 11578, alla nuova UNI EN 17235

Per comprendere la portata della UNI EN 17235 è utile ripercorrere rapidamente l’evoluzione normativa.
Storicamente, i dispositivi di ancoraggio sono stati regolati da due filoni distinti:
 
  • Dispositivi non permanenti (DPI) → disciplinati dalla EN 795:2012 e dalla CEN/TS 16415:2013
  • Dispositivi permanenti → regolati in Italia dalla UNI 11578:2015

La EN 795 ha sempre riguardato dispositivi rimovibili, cioè soluzioni che seguono il lavoratore, sono trasportabili e vengono installate e rimosse al termine del lavoro.
Al contrario, i dispositivi permanenti – come linee vita fisse e ganci da tetto – non erano coperti da una norma europea armonizzata. Questo ha generato nel tempo una frammentazione normativa, con soluzioni nazionali (come la UNI 11578 in Italia).
La UNI EN 17235 colma finalmente questo vuoto, introducendo uno standard europeo unificato per i sistemi installati in modo permanente.
Esempio pratico:
 
  • Dispositivi di ancoraggio installati non permanentemente restano DPI
  • Una linea vita installata stabilmente su un edificio diventa un prodotto da costruzione

Con la UNI EN 17235, quindi, i dispositivi permanenti entrano pienamente nel sistema CPR, con obblighi specifici di marcatura CE e dichiarazione delle prestazioni.

Campo di applicazione, contenuti e classificazione dei dispositivi (kit A, B, C, D)



La UNI EN 17235:2024 si applica ai dispositivi di ancoraggio permanenti, ganci di sicurezza e sistemi fissati in modo permanente su edifici e opere civili.
Questi sistemi sono progettati per essere utilizzati con dispositivi anticaduta personali, con l’obiettivo di prevenire la caduta e, ove necessario, arrestare la caduta stessa.
La norma copre i requisiti prestazionali, i metodi di prova, le caratteristiche essenziali, l’installazione e verifica e il controllo della produzione.
Un elemento chiave è che i sistemi devono essere valutati come insieme (kit) e non solo come singoli componenti.
La norma distingue quattro tipologie:
 
  • Kit A: dispositivo singolo di ancoraggio (punto fisso)
  • Kit B: gancio di sicurezza (es. per scale o accessi su tetto)
  • Kit C: linea vita flessibile con cavo orizzontale
  • Kit D: linea vita rigida su binario

Questa classificazione consente di descrivere e testare i sistemi in modo più coerente e rappresentativo delle reali condizioni di utilizzo.
Un aspetto importante: ogni kit può essere composto da più elementi e viene sempre valutato come sistema completo.

Prove, prestazioni e caratteristiche essenziali

La UNI EN 17235 introduce un approccio strutturato alla valutazione delle prestazioni.
Sui kit sono previste:
 
  • prove dinamiche (simulazione della caduta)
  • prove di carico di rottura
  • verifiche su mock-up rappresentativi delle strutture reali

Le prove devono inoltre considerare direzioni di carico, numero di utenti, tipologia di struttura portante e condizioni peggiorative di utilizzo.
Per ogni kit sono definiti i livelli minimi di resistenza e le classi di prestazione (es. da 1 a 4).
Le principali caratteristiche essenziali che devono essere verificate sono:
 
  • resistenza meccanica (comportamento in prova dinamica e carico di rottura statico)
  • durabilità (resistenza alla corrosione)
  • permeabilità all’acqua

Marcatura CE, DoP e sistema AVCP: cosa devono fare i produttori



Con l’ingresso nel CPR, i produttori devono adeguarsi per rispondere ai principali obblighi previsti:
  1. implementare un sistema di valutazione e verifica della conformità (Assessment and Verification of Constancy of Performance). Per questi prodotti è previsto un sistema di verifica stringente (es. sistema 1+), con coinvolgimento obbligatorio di organismi notificati. Questo include:
    • prove di laboratorio (anche su campioni)
    • controllo della produzione in fabbrica (FPC)
    • verifica continua della costanza prestazionale
  2. redigere la Dichiarazione di Prestazione (DoP)
  3. apporre la marcatura CE

Tempistiche e periodo di transizione (2026–2027): la norma è stata armonizzata a seguito della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 9 febbraio 2026. Il 9 agosto 2027 entrerà in vigore l’obbligo di Marcare CE secondo la EN 17235 e terminerà il periodo di coesistenza.

Il ruolo dell'ente notificato

Nel nuovo quadro normativo, gli organismi notificati assumono un ruolo decisamente più centrale rispetto al passato.
Il loro contributo si sviluppa su più livelli: dalla verifica delle prestazioni dichiarate dal produttore, alla certificazione dei prodotti, fino agli audit sul sistema di controllo della produzione in fabbrica.
Questo garantisce che le prestazioni non siano solo dichiarate, ma anche mantenute nel tempo.

In questo contesto Istituto Giordano, in fase di accreditamento per la UNI EN 17235, può affiancare le aziende lungo l'intero percorso di conformità: dalla pianificazione delle prove presso laboratori qualificati fino al rilascio della documentazione necessaria per la marcatura CE.

SekureLab - Laboratorio qualificato da Istituto Giordano



SekureLab è il primo laboratorio qualificato da Istituto Giordano per l’esecuzione di attività di prova, sotto la sorveglianza e il monitoraggio di personale del nostro Istituto. Un accordo tecnico che integra competenze specialistiche, infrastrutture dedicate e procedure rigorose. 
Un percorso condiviso per verificare le prestazioni richieste dalla UNI EN 17235 e contribuire a elevare l’affidabilità dei sistemi e del mercato.


Impatti per aziende, progettisti e installatori

Le conseguenze operative dell’introduzione della UNI EN 17235 sono rilevanti lungo tutta la filiera e coinvolgono in modo diretto produttori, progettisti, installatori e imprese.
Per i produttori, il cambiamento si traduce innanzitutto nella necessità di rivedere e aggiornare i prodotti esistenti alla luce dei nuovi requisiti prestazionali. Questo comporta l’esecuzione di nuove prove – spesso più articolate rispetto al passato, perché riferite al sistema nel suo complesso – e l’adeguamento della documentazione tecnica e delle certificazioni.

Dal punto di vista dei progettisti, la norma introduce un nuovo livello di responsabilità nella scelta dei sistemi. Non basta più individuare una tipologia di dispositivo adatta al contesto: diventa fondamentale verificare le prestazioni dichiarate dal produttore e assicurarsi che siano coerenti con le condizioni reali di utilizzo.

Anche per installatori e imprese operative il cambio di scenario è concreto. L’utilizzo di prodotti marcati CE diventa obbligatorio, così come il rispetto rigoroso delle istruzioni di installazione fornite dal produttore. Parallelamente, cresce l’importanza della tracciabilità: ogni sistema installato deve poter essere ricondotto a caratteristiche prestazionali chiaramente definite e documentate.

Per info: Ing. Davide Panzavolta - Tel. 0541 322.272 - E-mail d.panzavolta@giordano.it