La resistenza termica (R) rappresenta la capacità di un elemento di opporsi al passaggio del calore, mentre la trasmittanza termica (U) descrive la quantità di energia che attraversa un componente edilizio per unità di superficie e di differenza di temperatura.
Questi parametri, determinati su elementi omogenei, consentono di valutare la prestazione dei componenti edilizi in condizioni ideali. Nella realtà costruttiva, tuttavia, la continuità dell’involucro viene interrotta da giunzioni, cambi di materiale e nodi geometrici. In corrispondenza di tali discontinuità, la resistenza termica si riduce localmente e la trasmittanza aumenta, generando flussi termici più intensi rispetto alle superfici circostanti.
Il risultato è una prestazione complessiva dell’involucro che può discostarsi in modo significativo da quella prevista in fase di progetto.
Le conseguenze dei ponti termici non si limitano all’aumento delle dispersioni energetiche.
La riduzione delle temperature superficiali interne può determinare condizioni favorevoli alla formazione di condensa superficiale e interstiziale, con conseguente rischio di sviluppo di muffe e fenomeni di degrado dei materiali. Allo stesso tempo, si possono generare situazioni di discomfort termico localizzato, legate ad asimmetrie radianti o alla presenza di superfici più fredde rispetto all’ambiente circostante.
Si tratta di aspetti che incidono direttamente sulla qualità dell’ambiente indoor, sulla durabilità delle strutture e sulla rispondenza dell’edificio ai requisiti di comfort termo–igrometrico oggi sempre più richiesti dalla normativa.
L’analisi dei ponti termici richiede strumenti in grado di rappresentare in modo realistico il comportamento dei nodi costruttivi.
In questo contesto, la norma UNI EN ISO 10211 introduce metodi di calcolo basati su simulazioni numeriche agli elementi finiti (FEM), che permettono di:
valutare la distribuzione dei flussi termici nei dettagli costruttivi;
determinare parametri specifici come la trasmittanza termica lineica (ψ);
analizzare le temperature superficiali interne ai fini della verifica del rischio di condensa.
L’impiego di tali strumenti consente di superare le semplificazioni dei modelli tradizionali e di avvicinare la valutazione teorica al comportamento reale dell’edificio, attraverso un modello matematico corredato da risultati in forma di isoterme e linee di flusso.

Esempio di un angolo realizzato con un blocco cassero in legno e cemento con isolante interno - modellazione e risultati

In questo contesto, l’Istituto, grazie al laboratorio di trasmissione del calore | Calcoli, è in grado di supportare progettisti, produttori e operatori del settore attraverso un insieme integrato di servizi tecnici, tra cui:
analisi numerica dei ponti termici mediante calcoli agli elementi finiti secondo UNI EN ISO 10211;
determinazione delle trasmittanze termiche lineiche (ψ) e delle temperature superficiali interne;
verifiche del rischio di condensa e muffa a supporto delle prescrizioni igro–termiche;
supporto alla progettazione dei dettagli costruttivi, con valutazione comparativa di soluzioni alternative.
L’integrazione tra metodi di calcolo avanzati e competenze di laboratorio consente di offrire un supporto concreto lungo l’intera filiera, dalla fase di sviluppo del prodotto fino alla verifica delle prestazioni in opera.
Un’analisi rigorosa dei ponti termici costituisce oggi uno strumento imprescindibile per progettare edifici più efficienti, confortevoli e conformi al quadro normativo vigente.