Schermi protettivi trasparenti e requisiti di sicurezza

(Pubbl. 22/04/2020)
prove su barriere protettive e antisoffioIn questo periodo di emergenza sanitaria Covid-19, l’installazione di schermi protettivi trasparenti ha assunto sempre più importanza per tutte quelle attività a stretto contatto col pubblico quali farmacie, tabacchi, edicole… ma anche per gli ambienti dove non è possibile mantenere un'adeguata distanza, come ad esempio gli uffici. 

La barriera protettiva è utile per proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici evitando lo scambio di batteri attraverso goccioline respiratorie, starnuti, tosse e a garantire la distanza di sicurezza interpersonale. 


Credito d’imposta

Riconosciuti come dispositivi di sicurezza per i luoghi di lavoro dal Ministero dello Sviluppo Economico, le aziende possono beneficiare di un credito d'imposta pari al 50% delle spese sostenute per il loro acquisto fino ad un massimo di 20.000 euro. (Decreto Legge 8 Aprile 2020,  n.23 - art.30, e Decreto Legge 17 Marzo 2020, n.18 - art. 64).


Quali requisiti devono avere? 

Quando si parla di tutela dei lavoratori e di sicurezza sul luogo di lavoro, il Decreto Legislativo n.81/2008, ovvero il “Testo Unico per la Sicurezza del Lavoro non può che rappresentare la base disciplinare di maggiore interesse e rilevanza anche per questo particolare dispositivo di protezione.

Il decreto si occupa delle pareti interne mobili trasparenti nel suo allegato IV art. 1.3.6:
"Le pareti trasparenti o traslucide, in particolare le pareti completamente vetrate, nei locali o nelle vicinanze dei posti di lavoro e delle vie di circolazione, devono essere chiaramente segnalate e costituite da materiali di sicurezza fino all'altezza di 1 metro dal pavimento, ovvero essere separate dai posti di lavoro e dalle vie di circolazione succitati in modo tale che i lavoratori non possano entrare in contatto con le pareti, nè rimanere feriti qualora esse vadano in frantumi. Nel caso in cui vengano utilizzati materiali di sicurezza fino all'altezza di 1 metro dal pavimento, tale altezza è elevata quando ciò è necessario in relazione al rischio che i lavoratori rimangano feriti qualora esse vadano in frantumi."

Risulta evidente quindi come sia auspicabile l’utilizzo di materiali plastici trasparenti oppure lastre vetrate di sicurezza temprate oppure lastre stratificate, requisito che trova riscontro anche nella norma UNI 7697Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie”.

Inoltre il D.Lgs. n.81/2008, indica esplicitamente come riferimento fondamentale le norme tecniche pubblicate dagli organismi internazionali, europei o nazionali di normazione. In generale, la conformità alle norme UNI (applicabili) costituisce la via preferenziale per dimostrare che i prodotti soddisfano gli obblighi  previsti dalla legislazione.

In particolare il riferimento normativo per assicurare la conformità degli schermi divisori ai criteri di sicurezza è rappresentato dalla serie di norme UNI EN 1023:
  • UNI EN 1023-1:1998: Mobili per ufficio. Schermi divisori. Dimensioni;
  • UNI EN 1023-2:2001: Mobili per ufficio - Schermi - Requisiti meccanici di sicurezza;
  • UNI EN 1023-3:1998: Mobili per ufficio - Schermi - Metodi di prova.
Nello specifico, la UNI EN 1023 parte 2 indica quali devono essere i requisiti meccanici di sicurezza degli schermi suddividendoli in requisiti generali e requisiti di sicurezza strutturali:
  • lo schermo deve essere progettato in modo tale da ridurre al minimo un possibile rischio di lesione per l’utilizzatore in modo da evitare lesioni fisiche alle persone e danni alle cose;
  • lo schermo deve superare le prove descritte nella EN 1023:3 previste per gli schermi destinati a non dovere sopportare carichi.


Istituto Giordano è in grado di supportare il produttore nell’effettuazione di tutte le verifiche previste all’interno del quadro normativo descritto.  
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