Circolare Ministeriale sulle porte tagliafuoco: tutto chiaro e come previsto… o quasi

(Pubbl. 18/11/2019)
Circolare del Ministero dell’Interno  n.0016746.  del 06-11-2019

Oggetto: Porte resistenti al fuoco ricadenti nel campo di applicazione del Regolamento (UE) n.305/2011 sui Prodotti da Costruzione (CPR) – Porte pedonali esterne, porte e cancelli industriali, chiarimenti ed indirizzi applicativi.

Tutto chiaro e come previsto… o quasi.

Gli addetti ai lavori la attendevano e con qualche giorno di ritardo una Circolare del Ministero dell’Interno sollecitata dalle rappresentanze di categorie produttive è stata inviata alle Direzioni Interregionali, Centrali, ai Comandi dei VVFF  ed ai Laboratori Autorizzati ad eseguire prove di resistenza al fuoco su porte.

Come previsto da oltre 3 anni, dal 1° novembre 2019 è iniziata la marcatura CE obbligatoria delle porte pedonali esterne e dei portoni industriali e da garage (interni ed esterni), ma era necessario fare chiarezza con un documento ufficiale, su come gestire la marcatura CE di prodotti che attualmente sono regolamentati da una omologazione Ministeriale.

La Circolare chiarisce in maniera completa questo aspetto, consentendo ed introducendo una novità, cioè la possibilità di omologare porte presentando rapporti di prova rilasciati ai fini della marcatura CE.
La Circolare in generale è stata accolta favorevolmente, ma è stata anche oggetto di commenti quasi  tutti concentrati sulla “definizione di porta esterna” riportata nel documento,  perché la Circolare parla di porta che divide un vano dall’ambiente esterno alla costruzione, ma anche un vano climatizzato da un vano non climatizzato; ciò può creare confusione: la versione inglese della norma parla di climate, che tradotto sarebbe clima, un po’ diverso da climatizzato (esempio lampante: con questa definizione una porta su di un pianerottolo sarebbe esterna).

Un arbitro della disputa poteva essere la definizione di porta interna di cui alla UNIEN 14351-2 (vedi di seguito)
3.1.1
Porta pedonale interna
Prodotto da costruzione che è progettato e usato per chiudere una apertura permanente in un elemento di separazione interna e per il quale il principale uso è l’accesso dei pedoni (es: porte d’ingresso nell’appartamento o nell’ufficio che soddisfano le disposizioni di cui sopra dovrebbe essere considerate porte pedonali interne)

Se si teneva conto di questa definizione, tutte le porte pedonali diverse, sarebbero state esterne e ci sarebbe stata più chiarezza ; la definizione ministeriale, che introduce la climatizzazione, può dare adito ad equivoci.

Credo che servirebbe un ulteriore chiarimento del concetto...