Il Construction Digital Product Passport (DPP) introdotto dal nuovo Regolamento (UE) 2024/3110 sui Prodotti da Costruzione (CPR-2024) è una novità importante per il settore. Questo strumento digitale è destinato a rivoluzionare la trasparenza e l'accesso alle informazioni sui prodotti da costruzione lungo l'intero ciclo di vita.
Il Passaporto Digitale del Prodotto (DPP) nasce come strumento trasversale per accompagnare la transizione ecologica e digitale e contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità fissati dal Green Deal europeo e dall’economia circolare. Introdotto dal Regolamento (UE) 2024/1781, Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR), il DPP è stato applicato inizialmente a settori come batterie, tessile ed elettronica (caratterizzati da un elevato impatto ambientale e da una maggiore maturità digitale) con l’obiettivo di estenderlo progressivamente anche a comparti più complessi, come quello delle costruzioni.
Il DPP sarà un registro digitale completo che racchiuderà diverse tipologie di informazioni sui prodotti da costruzione.
Nello specifico, dovrà includere:
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Il contenuto del DPP deve essere accurato, completo e aggiornato.
I fabbricanti avranno la responsabilità di creare, mantenere e fornire l'accesso a un DPP che contenga informazioni complete e precise sui loro prodotti da costruzione.
Un obbligo chiave per i fabbricanti è sancito dall'Articolo 22, paragrafo 7 del CPR-2024: 18 mesi dopo l'entrata in vigore dell'atto delegato che istituirà il sistema Construction Digital Product Passport, i fabbricanti dovranno rendere disponibile un DPP tramite tale sistema per i prodotti da costruzione coperti da specifiche tecniche armonizzate, emesse in conformità al CPR 2024/3110. Questo DPP dovrà essere collegato a un supporto dati (come un codice a barre lineare, un codice QR o un altro mezzo di identificazione automatica leggibile da un dispositivo).
Prima che il sistema DPP diventi obbligatorio, il fabbricante può fornire la DoPC per via elettronica, anche tramite un sito web, a condizione che sia in un formato non modificabile, leggibile sia dall'uomo che dalla macchina, gratuito e collegato al prodotto tramite un codice identificativo unico o un permalink.
Il sistema DPP deve essere accessibile per un periodo di 25 anni dopo che l'ultimo prodotto del tipo corrispondente è stato immesso sul mercato, mentre il fabbricante è obbligato a renderlo disponibile per almeno 10 anni. Questa disponibilità a lungo termine è cruciale per garantire la disponibilità di informazioni per il riutilizzo e la rifabbricazione.
Il CPR-2024 sottolinea l'importanza dell'accessibilità e interoperabilità dei dati nel DPP. Il sistema dovrà essere:
È importante notare che i prodotti per i quali è prevista un'esenzione dalla redazione della DoPC (ad esempio, prodotti fabbricati in esemplare unico o su specifica del committente con processo non in serie, o per la conservazione del patrimonio) sono esenti anche dall'obbligo di fornire un DPP.
La recente pubblicazione delle FAQ sul Digital Product Passport da parte della Commissione europea consente di chiarire alcuni aspetti operativi del sistema che non erano esplicitamente dettagliati nel quadro normativo di base.
Il DPP si inserisce in un'infrastruttura digitale europea strutturata secondo un modello ibrido: da un lato è previsto un registro centrale europeo (DPP Registry), incaricato della gestione degli identificatori univoci dei prodotti; dall'altro i dati restano distribuiti presso gli operatori economici o presso fornitori di servizi autorizzati. Il registro svolge quindi una funzione di collegamento tra le informazioni, senza ospitare direttamente i dati di prodotto.
A supporto di questa architettura sarà realizzato anche un portale web europeo che consentirà la consultazione e il confronto delle informazioni, aumentando la fruibilità dei dati lungo l'intera filiera.
L'infrastruttura tecnica è attualmente in fase di implementazione. Il registro DPP è previsto operativo a partire dal luglio 2026, mentre sono in corso di definizione gli standard europei necessari per garantirne interoperabilità, sicurezza e funzionamento uniforme.
La standardizzazione rappresenta infatti uno degli elementi fondamentali del sistema. Sono in fase di sviluppo specifici standard europei che disciplineranno le modalità di identificazione, scambio e gestione dei dati, assicurando coerenza e interoperabilità tra settori e piattaforme differenti.
Il DPP assumerà inoltre un ruolo centrale nelle attività di vigilanza del mercato. L'integrazione con i sistemi doganali e con gli strumenti di sorveglianza consentirà controlli più rapidi sull'esistenza e sulla validità del passaporto digitale dei prodotti immessi sul mercato dell'Unione europea.
Le FAQ confermano inoltre che il sistema sarà organizzato attraverso diversi livelli di accesso alle informazioni, così da garantire la disponibilità dei dati necessari agli operatori economici, alle autorità competenti e agli utilizzatori, preservando al contempo le informazioni riservate e la proprietà intellettuale.
Resta infine confermato che la responsabilità delle informazioni contenute nel DPP ricade sugli operatori economici. Al momento non è previsto un obbligo generale di certificazione di terza parte dei dati inseriti nel passaporto digitale. Il sistema è inoltre progettato per contenere esclusivamente informazioni relative ai prodotti e alla relativa documentazione tecnica, nel rispetto dei principi europei di protezione dei dati personali.
Le recenti indicazioni fornite dalla Commissione europea contribuisconoa definire con maggiore chiarezza l'architettura e il funzionamento operativo del sistema, confermando il ruolo centrale che il passaporto digitale assumerà nei prossimi anni all'interno del mercato unico europeo.
Link al documento integrale per approfondimenti.