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La marcatura CE degli elementi di chiusura secondo la UNI EN 16034: ultime novitą

foto 1Prova di resistenza al fuoco di porta vetrata
 
L’introduzione della procedura di marcatura CE delle chiusure tagliafuoco più volte annunciata come imminente, non coinvolge tutti gli elementi di chiusura; in precedenti nostri articoli  e di altri colleghi del settore, abbiamo spesso annunciato come prossima la data di inizio del regime transitorio della marcatura, per poi essere clamorosamente smentiti.  
Gli eventi che si sono succeduti nell’ultimo anno ci  fanno capire come le regole per questo settore così legato alla sicurezza delle persone, siano sempre trattate con un'attenzione particolare.
 
La pubblicazione sulla GUCE della norma di prodotto UNIEN 16034 “Porte pedonali, industriali, commerciali da garage e finestre apribili – Norma di prodotto, caratteristiche prestazionali - Caratteristiche di resistenza al fuoco e/o tenuta al fumo” nel luglio del 2015 aveva lasciati ben sperare coloro i quali vedevano nell’introduzione di una norma armonizzata, la possibilità di sviluppo e regolamentazione del settore, con data di inizio del periodo transitorio prevista per il 01/12/2015 . Gli spostamenti di data, da dicembre 2015  al 01/09/2016 e successivamente al 01/11/2016 (periodo transitorio di 36 mesi fino 1 novembre 2019) al  hanno però frenato parte degli entusiasmi, anche perché è stato chiarito che:  sarà possibile marcare quegli elementi di chiusure tagliafuoco che hanno già una norma armonizzata che “copre” anche gli altri requisiti.
Foto 2Perdita di integrità di porta in legno durante prova di resistenza al fuoco seconodo UNI En 1634-1
 
Vediamo di spiegare: una chiusura prima di essere una “tagliafuoco e/o tagliafumo” è un elemento di chiusura che deve essere sicuro nell’impiego, avere caratteristiche di isolamento termico, acustico etc. pertanto è necessario che l’ elemento stesso sia innanzitutto marcato CE per le prestazioni non fuoco; una volta ottenuto questo , allora si può procedere anche alla marcatura secondo UNI EN 16034 . Quindi possono essere marcate CE per il requisito fuoco secondo UNI EN 16034 solo quegli elementi che sono regolamentati da una norma armonizzata per gli altri requisiti essenziali.
In questo momento le norme armonizzate che regolano  elementi di chiusura sono:
UNI EN 14351-1:2016 “Finestre e porte - Norma di prodotto, caratteristiche prestazionali - Parte 1: Finestre e porte esterne pedonali”.
UNI EN 13241:2003+A2:2016 “Porte e cancelli industriali, commerciali e da garage - Norma di prodotto, caratteristiche prestazionali”.
Se prendiamo come esempio le porte pedonali esterne, la marcatura CE si può apporre  in conformità alla UNI EN 14351-1 e se resistenti al fuoco, congiuntamente alla UNI EN 16034.
Da queste poche considerazioni, risulta evidente che la marcatura CE non riguarderà, è ormai quasi certo, la stragrande maggioranza (pari a circa il 90%) delle porte tagliafuoco: le porte interne. Tali prodotti dovranno continuare a seguire l’attuale regime omologativo, in attesa che venga pubblicata la norma  prEN 14351-2 “  Finestre e porte – Norma di prodotto, caratteristiche prestazionali – Parte 2: Porte pedonali interne.
 
La regolamentazione tanto auspicata dell’intero settore, è ancora in itinere, ma vediamo in generale quali sono le novità principali che la marcatura CE  introduce rispetto al regime omologativo; innanzitutto ci saranno procedure per controllare i prodotti da parte di un Ente Notificato che partiranno da un controllo in fabbrica del sistema di qualità aziendale (FPC) fino alla individuazione e prelievo dei campioni (campionamento) da sottoporre a prova (ITT).  La marcatura prevede anche una sorveglianza, non regolamentata nel regime omologativo, che si traduce in una visita annuale presso le sedi produttive con verifiche a campione sui prodotti. L’omologazione sarà sostituita da una certificazione emessa sempre da un Ente Notificato di certificazione e per la commercializzazione l’ attuale Dichiarazione di Conformità sarà sostituita da una Dichiarazione di Prestazione con la quale il fabbricante si impegna commercializzare un prodotto con le prestazioni dichiarate, prima l’impegno era limitato alla conformità del prodotto testato: una differenza non trascurabile!
 
Alle differenze di tipo procedurale aggiungerei le novità prettamente tecniche e di classificazione
Tra i requisiti essenziali, la norma UNI EN 16034 in aggiunta alla resistenza al fuoco  della porta sottoposta ad incendio sperimentale secondo la norma UNIEN 1634-1 e classificata (EI) secondo al UNIEN 13501-2, introdurrà  anche le prestazioni di:
- controllo della dispersione del fumo,
- durabilità dell’autochiusura
In particolare la tenuta alla dispersione del fumo è una vera novità nell’ambito della prevenzione incendi italiana che sarà destinata a creare una nuova generazione di porte antincendio.
L’introduzione di questa nuova tipologia di porte soddisferà finalmente le richieste degli operatori del settore che per anni hanno sollecitato provvedimenti di prevenzione incendi che prevedessero l’utilizzo di porte a tenuta al fumo.
 
 
Foto 3Impianto per prova di controllo della dispersione del fumo secondo UNI EN 1634-3
 
La tenuta dei fumi nelle fasi iniziali dell’incendio  in un compartimento antincendio protetto è fondamentale per garantire la visibilità e vivibilità lungo le vie di fuga, aspetto a cui spesso in passato non è stata data la giusta importanza.
Oggi a seguito della pubblicazione del DM 3 agosto 2015 e grazie all’avvento della marcatura CE,  i produttori di porte, professionisti, laboratori ed enti di controllo si dovranno confrontare oltre che con le porte tagliafuoco EI anche con quelle a controllo fumo contraddistinte con le sigle Sa e Sm (qualche volta Sm è indicato come S200).
 
La prova di controllo della dispersione del fumo per porte e sistemi di chiusura è descritta dalla norma UNI EN 1634-3 e determina la capacità di un elemento di ridurre o eliminare il passaggio di fumo tra 2 compartimenti antincendio divisi da una porta con i livelli di prestazione di seguito definiti:
a) Perdita fumo Sm – quando il massimo valore di  dispersione misurato per la prova a temperatura ambiente e a 200 °C fino ad una sovrappressione di 50 Pa non eccede i 20 m3/h per la porta ad un’anta , o  30 m3/h per una porta a 2 ante
 b) Perdita fumo Sa - quando il massimo valore di  dispersione misurato per la prova a temperatura ambiente  ad una sovrappressione di 25 Pa non eccede i 3 m3/h per metro di lunghezza del gioco tra i componenti fissi e mobili della porta (es: tra battente e telaio porta), escludendo la perdita attraverso la soglia.
 
Per le porte dotate di autochiusura  (C) sarà valutata la prestazione di durabilità della stessa; alla lettera C si abbinerà un numero da 0 a 5 che indicherà tutte le limitazioni all’impiego.
Esempi di impiego previsto:
- C5 soggetto ad impiego molto frequente;
- C4 elevata frequenza di utilizzo da parte di pubblico con scarsa incentivazione ad un impiego accurato;
- C3 media frequenza di utilizzo prevalentemente da parte di persone con qualche incentivazione ad un impiego accurato;
- C2 bassa frequenza di utilizzo da parte di persone con elevata incentivazione ad un impiego accurato come le porte in residenze private e le grandi porte per impieghi industriali e commerciali;
- C1 porte mantenute in posizione di apertura;
- C0 prestazione non determinata.
Nel prospetto seguente è indicato il numero di cicli ai quali deve essere sottoposta la porta:
 
 
Alla luce delle novità in fatto di prestazioni, le vecchie classificazioni E, EI, EW si arricchiscono di nuovi simboli; di seguito alcuni esempi di classificazione che  accompagneranno la marcatura CE
Una porta resistente al fuoco sottoposta a prova nei confronti dell'integrità fino a 60 min, nei confronti dell'isolamento fino a 30 min e nei confronti della tenuta al fumo a temperatura ambiente e a temperatura media, e con autochiusura per 200 000 cicli può essere definita E60/EI230-Sm-C5.
Una porta a tenuta al fumo sottoposta a prova unicamente nei confronti della tenuta al fumo a temperatura ambiente e con autochiusura per 50 000 cicli può essere definita Sa-C3.
Una finestra apribile resistente al fuoco sottoposta a prova nei confronti dell'integrità fino a 30 min, nei confronti dell'isolamento fino a 30 min e che sia permanentemente chiusa  può essere definita E30/EI230-C0.
 
 
 
Situazione attuale
Se volessimo riassumere brevemente, in Italia per la commercializzazione delle porte pedonali interne è necessaria l’omologazione ministeriale  di cui al DM 21/06/2004, mentre per le porte pedonali esterne ed i portoni industriali commerciali e da garage da ora fino al 01/11/2019 si potrà già utilizzare sia la  Dichiarazione di Prestazione (DoP) che l'omologazione ministeriale, poi solo DoP
Questo è il panorama con il quale si dovranno confrontare i produttori di chiusure tagliafuoco;  per quelli che ancora non possono procedere alla marcatura non resta che attendere e seguire le regole nazionali, mentre per quelli i cui prodotti sono già in regime transitorio cogliere fin da ora le opportunità che la marcatura offre in termini di sviluppo e apertura di nuovi mercati internazionali.

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