“Sconcertante la proposta del Governo, che mina il lavoro sul campo fatto negli ultimi anni attraverso la promozione di una consapevolezza dell’efficienza nella quotidianità degli utenti finali. È curioso che il considerare l’introduzione di questi emendamenti una semplificazione e un risparmio economico per i cittadini. Con questo atto i cittadini sarebbero invece privati di un diritto, quello di conoscere quale sarà la bolletta energetica dell’edificio che andranno ad acquistare o prenderanno in affitto. Senza poi parlare delle ricadute negative sulla professionalità dei tecnici certificatori sviluppata attraverso un percorso formativo qualificante e l’esperienza sul campo”, ha detto Bruna Brembilla, Presidente di SACERT. Di sicuro “una brutta notizia anche per le piccole e medie imprese - continua Brembilla - che con la certificazione hanno potuto rilanciare la loro attività e per quelle grandi che stanno sviluppando un nuovo know how per sostenere il mercato dell’edilizia efficiente”.
“Il principio della trasparenza sulla alla qualità energetica degli edifici che solo la certificazione energetica riesce a garantire, e quindi del consumo energetico che questi avranno, è un diritto sancito chiaramente dallaDirettiva alla quale tutti gli Stati membri si stanno adeguando”, afferma Giuliano Dall’O’, Direttore Generale di SACERT.
E questo è tanto grave in un momento in cui il problema energetico rappresenta un elemento di forte criticità e preoccupazione. “I cittadini hanno invece il diritto di conoscere per scegliere, e questo non può che giovare ad un mercato, quello immobiliare, che in questi ultimi anni ha già avviato un forte cambiamento a beneficio non solo di chi acquista un edificio, ma anche del nostro intero Paese – continua Dall’O’ - Eliminare l’obbligo della certificazione degli edifici esistenti vuol dire anche nascondere il potenziale di ciò che si può fare, concretamente, per migliorare le prestazioni del nostro patrimonio immobiliare, perché la certificazione non sia un atto formale inutile, ma un elemento di conoscenza indispensabile per capire cosa si può fare.
Alcune Regioni, Liguria, Emilia Romagna, Valle D’Aosta, a cominciare dalla Lombardia, hanno già avviato da tempo uno schema di certificazione energetica che funziona (basandosi proprio sul quadro legislativo offerto dal d.lgs. 192/05 e dalla Direttiva 91/2002/CE), che ha già prodotto dei risultati positivi, che ha introdotto un reale cambiamento nel mercato immobiliare, ma anche nella cultura.
(Fonte: Edilizia in Rete)
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