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Un nuovo Decreto per il riutilizzo di terre e rocce da scavo


Nell’ambito delle opere infrastrutturali, il nuovo Decreto per il riutilizzo di terre e rocce da scavo regola l’esatta gestione delle terre e più generalmente del materiale da scavo, comprendendo anche i residui della lavorazione di materiali lapidei; questa sarebbe una novità, determinando quali materiali prodotti nell'ambito della lavorazione e realizzazione delle opere infrastrutturali possano essere qualificati come sottoprodotto, da utilizzare come normale materia prima.

I sottoprodotti, diversamente dai rifiuti (materiali destinati allo smaltimento definitivo), hanno la possibilità di essere riutilizzati sia all’interno che all'esterno dell’opera strutturale dalla quale provengono, cosicché si possa aumentare l’efficienza della realizzazione delle opere edili (velocizzando il ciclo di lavorazione) e ridurre, in tal senso, i costi delle stesse.

Il nuovo Decreto, firmato dall’ex Ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo qualche giorno prima delle dimissioni del Governo e attualmente in stato di esamine dal Consiglio di Stato, prevede anche delle procedure semplificate per scavi con limite massimo di 6000 m3, con un sistema un po' più complesso per i cantieri con scavi superiori a detto limite.
Il "Piano di Utilizzo" introdotto dal nuovo Decreto, deve essere predisposto 3 mesi prima dello scavo, dettagliando i punti di prelievo e dove finiranno tutti i sottoprodotti ricavati.
 
Finora le regolamentazioni riguardanti le terre e rocce da scavo sono state rivisitate più volte senza però dare un effettivo ordine alla materia.
Con la probabile entrata in vigore del Decreto Ministeriale attualmente in vaglio, secondo il D.lgs 205/2010 verranno abrogate le norme riguardanti terre e rocce da scavo presenti nel Codice dell’Ambiente D.lsg 152/2006, superando gli atti amministrativi emanati dai singoli enti locali.

 
I nostri tecnici specializzati della Sezione di Geotecnica e Chimica Ambientale svolgono quotidianamente test di laboratorio su calcestruzzo, acciaio, laterizi, leganti, terre, rocce oltre a tutte le verifiche per la regolare posa in opera dei materiali in situ.
 
Parallelamente a questa attività, a causa delle diverse problematiche tecniche che si possono presentare in cantiere e le esigenze sempre più marcate e stringenti di Progettisti, Direttori dei Lavori e Collaudatori, è cresciuto il settore delle indagini diagnostiche e dei collaudi in opera, attivo per tutto il territorio nazionale da oltre vent’anni.
 
 
 
 
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