PONTI IN LEGNO: ispezioni diagnostiche a cura di Istituto Giordano

Negli ultimi decenni si è assistito ad un progressivo aumento dell’uso del legno nelle costruzioni. Sempre più frequentemente capita di vedere ponti e passerelle, pedonabili o ciclabili, realizzati con il legno massiccio o lamellare. Spesso si presentano molto semplici dal punto di vista architettonico e strutturale, a volte invece si distinguono per la particolare valenza architettonica o per il cospicuo impegno statico, evidenziando le grandi possibilità che questo materiale offre al progettista.
   
 
Come tutte le opere civili anche i ponti in legno non hanno vita illimitata. Il materiale che le costituisce è di origine organica e come tale è soggetto ad essere degradato da organismi che lo usano come fonte di nutrimento. Il grande nemico del legno è l’umidità, la quale, oltre certi valori, lo rende suscettibile all’attacco da parte dei funghi della carie, che sono funghi saprofiti, con conseguente possibile compromissione o perdita irreversibile della efficienza e della sicurezza statica della struttura. Nel caso del legno lamellare, i piani incollaggio stessi possono diventare critici a causa di difetti di produzione o degrado isicomeccanico per esposizione diretta agli agenti meteorici, con conseguente comparsa di discontinuità, tecnicamente indicate come “delaminazioni”.
L’efficienza e la durata di servizio dei ponti in legno dipendono sia dalle caratteristiche proprie iniziali (qualità del materiale, grado di esposizione agli agenti atmosferici e protezione nei loro confronti), sia dalla manutenzione che dai controlli periodici effettuati.
Deficienze progettuali e assenza di manutenzione e di controlli sono le principali cause della loro breve durata di servizio che per lo più è intorno ai 10-15 anni. 
   
Oggi è tecnicamente possibile eseguire controlli diagnostici di adeguata affidabilità, purché siano risolti gli inevitabili problemi di accessibilità. I tecnici che effettuano le ispezioni infatti devono potere raggiungere tutte le parti della struttura ritenute critiche, anche se queste ricadono in zone difficilmente accessibili. Le modalità di accesso alle varie parti dipendono dalle caratteristiche proprie della struttura, dai mezzi tecnici a disposizione (ponteggi temporanei, piattaforme aeree) e dal livello di preparazione e addestramento dei tecnici (abilitazione al lavoro in quota e/o al lavoro sospeso su funi).
Le ispezioni diagnostiche vengono eseguite utilizzando sia tecniche semplici (osservazione visiva ravvicinata, percussione con il martello, saggiatura mediante cacciavite e uso di sonde metalliche varie) sia tecniche strumentali più o meno sofisticate, secondo lo stato dell’arte (misuratori elettrici di umidità, trapani strumentati, ecc..).
L’ispezione è indirizzata principalmente ad evidenziare e quantificare il degrado biologico e/o meccanico eventualmente presente, con attenzione particolare alle parti più critiche della struttura. Il responso del tecnico diagnosta come regola deve essere sottoposto alla valutazione da parte di ingegnere strutturista che, in collaborazione con il tecnico diagnosta, fornirà le indicazioni sugli eventuali provvedimenti necessari.
Il nostro Istituto è costantemente chiamato ad effettuare questo tipo di ispezioni e numerevoli sono i servizi, le certificazioni e le prove di laboratorio che effettua in ambito Legno; per saperne di più consulta le nostre pagine di: